Come scrivere una sinossi
Scrivere una sinossi non è affatto semplice. In questo post troverai alcuni suggerimenti utili per presentarti bene in casa editrice o al tuo pubblico di lettori, se scegli il self-publishing.
La sinossi

Ci siamo. È arrivato il momento che aspettavate da tempo: avete terminato la stesura del vostro romanzo.
Dopo numerose revisioni, un buon editing e una correzione di bozze, vi sentite pronti a rischiare.
State per mandare il vostro manoscritto all’indirizzo mail della casa editrice dei vostri sogni.
E ora, come presentarsi?
In questo post ti spiego i tre errori da non commettere assolutamente quando scrivete a un editore (in programmazione).
Vorrei focalizzarmi ora su ciò che chiamiamo “sinossi“.
Come la copertina, il titolo, la biografia dell’autore, fa parte degli elementi che caratterizzano il libro dall’esterno.
La si trova spesso in IV di copertina o sulle sue bandelle laterali.

Chiarita la sua collocazione, proviamo a spiegare come scrivere una buona sinossi.
Avete presente i testi pubblicitari, quelli che accompagnano le fotografie, i cosiddetti copy?
Non sono lontani dalla funzione di una sinossi: si tratta di testi per convertire e vendere.
In uno spazio minimo e con pochissimi caratteri a disposizione bisogna:
- Fornire informazioni sul “succo” del racconto/romanzo. Di che parla?
Avete presente quegli amici che per raccontare cosa è successo la sera del sabato cominciano dal lunedì precedente?
Ecco. Non fatelo.
Giocatevi ogni parola come se vi costasse venti euro. Anzi, cento. “Spendete” bene le vostre energie mentali. - Siate accattivanti, non “imbroglioni”.
Una buona sinossi ricostruisce le atmosfere e le dinamiche principali della storia senza scendere troppo nei dettagli.
Comprereste mai un libro di cui conoscete già il finale?
Vedreste mai un film che vi hanno appena spoilerato?
Allora, non bruciate le gioie della scoperta al lettore.
Cercate di intrigarlo, come se il vostro fosse un corteggiamento.
Attenzione, però. Dovete essere onesti e non promettere cose che non si verificano nella storia.
Un lettore che “ci casca” e che resta deluso da voi non vi accorderà più la sua fiducia. - Non esprimete opinioni personali.
Già. Non potete scrivere cose come “Una storia avvincente”. Sareste come quel ragazzo carino che vi invita a uscire, per poi passare tutto il tempo a parlare dei suoi bicipiti.

Dovete essere obiettivi, come dei giornalisti.
Come dei buoni giornalisti, di quelli seri, lucidi.
Dei reporter che dall’esterno osservano la vostra opera e la raccontano al lettore – se si tratta di self-publishing – o all’editore.
Vi lascio qualche esempio di sinossi, tra cui una mia, per non lasciarvi “a becco asciutto”, dopo tante parole.
Pet Sematary, di Stephen King

In una limpida giornata di fine estate, la famiglia Creed si trasferisce in un tranquillo sobborgo residenziale di una cittadina del Maine. Non lontano dalla loro casa, al centro di una radura, sorge Pet Sematary, un luogo dove i ragazzi del circondario sono soliti seppellire i propri animali.
Ben presto, però, la serena esistenza dei Creed viene stravolta da una serie di episodi inquietanti e dall’improvviso ridestarsi di forze oscure e malefiche…
Potete trovare il libro qui: Pet Sematay, edizione italiana.
La chimera, di Sebastiano Vassalli

Nel 1610 Zardino è un piccolo borgo immerso tra le nebbie e le risaie a sud del Monte Rosa. Un villaggio come tanti, sembra, ma che in realtà racchiude una storia incredibile. Quella di una donna, Antonia, una trovatella cresciuta nella Pia Casa di Novara, scelta da due contadini e portata in paese, dove cerca di vivere nella fede e con semplicità, come le hanno insegnato le monache. Ma la ragazza è strana, dice la gente. Con quegli occhi scuri, con quella pelle scura, come i capelli… bella, troppo bella, e forse troppo indipendente… una volta è persino svenuta al cospetto del vescovo Bascapè: qualcosa di strano ci deve essere, in lei, qualcosa di diabolico. Vassalli riporta alla luce una vicenda clamorosa, la tragica vita di Antonia, “la strega di Zardino”, esplorando gli angoli più oscuri di un secolo senza Dio e senza Provvidenza, in un turbine di menzogne e fanatismi di un anfratto paradossale, e spaventosamente attuale, della nostra storia italiana.
Potete trovare il libro qui: La Chimera.
Imago, di Serena De Luca Bosso

Elisabeth Klemm è una scrittrice dell’orrore che nasconde da anni un segreto: è innamorata di un fantasma. Decide di abbandonare la famiglia e il fidanzato Leonard per poter fronteggiare la sua ossessione e scoprire la verità che la condanna a questo legame. Le notti scorrono funeree nella casa “maledetta” in cui si costringe a vivere per condurre le sue indagini. Allucinazioni, rivelazioni, feroci scontri allargheranno la fessura tra il mondo dei vivi e quello dei morti, lasciando emergere una comune verità, stretta tra i denti come un obolo splendente: che l’Amore redime, oltre le soglie dell’immaginabile.
Potete trovare il romanzo qui: Imago.
Come “allenare” lo sguardo
Un esercizio utile può essere quello di andare in libreria e leggere con attenzione e intento cosa c’è scritto sulle copertine dei vari libri esposti o, ancora, fare riferimento al proprio arsenale domestico. Sarà ancora più semplice: conoscete i libri che avete in casa.
Le sinossi che li accompagnano disattendono le promesse o sono coerenti con le storie narrate?
Potete inserire nei commenti quelle che vi sono piaciute di più.

